Banner

Società Civile

Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 
mafalda_morale

Questo il testo della lettera inviata da Franco Gabotti al giornale "la Sesia":

Nel rispondere alla lettera di una lettrice, che mi ha preceduto su queste colonne, voglio premettere che la solidarietà a tutti i perseguitati, a qualunque titolo, sia politico che religioso, etnico o classista, è un dovere morale di ogni persona capace di ragionevole e limpido senso critico.

 

 

Passo a "dire di noi e della nostra società europea", che secondo l'autrice della lettera soffre troppo di laicità, per esprimere solidarietà anche nei confronti degli agnostici, dei razionalisti, degli atei e di tutti coloro che intraprendono un percorso di ricerca spirituale al di fuori di un credo religiosamente istituzionalizzato.

In molte nazioni esistono governi confessionali ispirati direttamente dalla religione non solo ufficiale, ma obbligatoria: sono posti nei quali discostarsi da pratiche e credenze porta a mettere a repentaglio la libertà personale se non la stessa vita.

Una persona il cui pensiero sia libero da possibili dogmi religiosi si ritrova tuttavia, anche nella nostra Europa, ma ancora di più nel nostro Paese, una quantità di ingerenze irriguardose delle proprie convinzioni, il più delle quali anche palesemente illegali.

Non ho difficoltà nel riconoscere radici cristiane nell'accezione sociale e culturale, ma non accetto l'idea che l'adesione alla fede cristiana cattolica debba essere una scontata conseguenza del contesto.

Occorre infatti realizzare che la forzatura non si trova nel pensiero razionalista (che è a prova di confutazioni), ma caso mai, mi sia perdonata la franchezza, in una serie di convinzioni piuttosto stravaganti che la fede cristiana induce a vantare quando si è portatore di fede religiosa: è sicuramente un  diritto di ciascun adepto credere alla trina divinità, alla creazione dell'uomo, ai miracoli, al mistero dell'eucarestia, alle apparizioni, al diavolo, giù giù fino all'infallibilità del Papa ed alla trasparenza delle operazioni bancarie dello Ior, ma tutto ciò non può costituire la patente di concessionari della bontà e dell'onestà intellettuale, in tal senso mal si addicono le ricorrenti dichiarazioni intolleranti del cardinale di turno che taccia i non credenti come individui inaffidabili e portatori di immoralità.

Il rigore morale non è evidentemente una prerogativa esclusiva di convinti o sedicenti cristiani timorati di dio: una prova è rappresentata dal fatto che tra i nostri esponenti della scena politica quasi tutti sono schierati da quella parte.

Forse la realtà sta nel fatto che la società umana, come noi tutti la desideriamo e la immaginiamo, non ha bisogno di essere guidata da principi religiosi. Le fondamentali regole di vita su cui si basa, almeno nominalmente (il rispetto del prossimo, la giustizia, l'onestà...), sono infatti universalmente condivise. Nessuna costituzione rivendica infatti la giustezza del furto e dell'assassinio. Ma, proprio per questo motivo, tali norme non sono religiosamente connotate, e si può addirittura farle risalire a una naturale "eredità biologica" degli esseri umani.

...E quindi, parafrasando una autorevole affermazione di Margherita Hack, credo di poter sostenere con la stessa legittimità dei cattolici che: "Occorre imparare ad agire secondo coscienza per un principio morale che è proprio dell'uomo e non perchè ci aspettiamo una ricompensa in paradiso".

Franco Gabotti - Segreteria di Società Futura

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Banner