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No_tav_abba_luca--400x300di Massimo Zucchetti - professore del Politecnico di Torino

Questa notte è avvenuto un blitz militare per l'allargamento del cantiere TAV in Valle Clarea, pressi di Giaglione, Valle di Susa. Vi era un gran numero di forze dell'ordine e militari, ruspe, mezzi militari, saliti anche mentre sabato 75000 persone manifestavano pacificamente contro questa opera assurda, inutile, dannosa, costosa.

Invano.

 La cieca convinzione di portare avanti un allargamento del non-cantiere illegittimo ha visto l'opposizione non violenta dei pochi ragazzi che erano presenti sul posto. La grande mobilitazione del movimento NOTAV sarebbe infatti dovuta avvenire questa sera, questa notte, con una fiaccolata notturna ed una permanenza sul posto ad oltranza. Gli anziani della valle erano disposti ad incatenarsi agli alberi, ad oltranza. Avendolo probabilmente saputo, gli invasori hanno deciso di provare a forzare i tempi.

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Pro_VercelliBasta avere un po’ di memoria (e di obiettività) per ricordarsi che, nell’estate del 2010, la Pro Vercelli finì nelle mani dell’attuale gruppo dirigente solo perché non si riuscirono a trovare alternative. Basta rileggere le cronache di quei giorni per trovare il sindaco in persona e i suoi cortigiani darsi un gran daffare a ricevere fino agli ultimi giorni imprenditori liguri o lombardi, purché non ci fossero di mezzo i vercellesi. L’estate 2010 fu quella dell’ennesima sottoscrizione pubblica per salvare la Pro (a proposito, che fine hanno fatto i soldi raccolti?), quando in realtà, per salvare la Pro, bastava bussare alla porta di Secondo e dei suoi partner che, nel frattempo, dimostravano di avere tutte le carte in regola per rimettere a tavolino in Seconda Divisione la Pro Belvedere. Insomma la Pro Vercelli fuori dal calcio e la Pro Belvedere tra i professionisti era troppo per chiunque, per cui – sportivamente parlando – il sindaco Corsaro fu costretto alla sua prima abiura.

Chiamati Secondo & company, la Pro (quella vera, si intende) tra i professionisti fu una corsa contro il tempo a colpi di carte bollate e garanzie bancarie.

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berlusconi-marchionneDell’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, si possono dire tante cose, ma – probabilmente – due aggettivi lo qualificano meglio di altri: cinico e scaltro. Lo ha dimostrato ogni volta che ha potuto, un po’ perché lo è e un po’ perché glielo lasciano fare.

La scelta di far uscire Fiat da Confindustria può essere liquidata con qualche facile interpretazione (“Marchionne non accetta controlli, né di qua né di là”, la più gettonata) oppure può portare a qualche considerazione di tipo diverso. Che richiede necessariamente una premessa: l’addio di Fiat comporta per Confindustria una perdita secca di diverse centinaia di migliaia di euro all’anno in termini di contributi associativi.

marchionne_landiniRiceviamo e pubblichiamo per far nascere il dibattito sulla questione sindacale in Italia.

Nonostante da tempo stia subendo l’offensiva di Marchionne, che vuole farla fuori dalla rappresentanza nelle new co di Fabbrica Italia a Pomigliano e Mirafiori perché non ha sottoscritto gli accordi insieme a FIM, UILM, UGL e FISMIC, la FIOM nazionale si ritrova al fianco proprio della FIM e della UILM

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Riceviamo dal Comitato questo comunicato stampa che pubblichiamo

 

Grazie al sostegno di oltre un milione e quattrocentomila donne e uomini di questo Paese, nella prossima primavera il popolo italiano sarà chiamato a votare due referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua.

Chi ha posto la propria firma lo ha fatto nella convinzione che la battaglia per l’acqua pubblica sia prima di tutto una battaglia di civiltà, per la tutela e l’accesso universale ad un bene comune. Concetti incompatibili con ogni forma di privatizzazione e di consegna al mercato di un bene essenziale alla vita.

Ed è una battaglia di democrazia, per dare a tutte e tutti il diritto di decidere su ciò che a tutti appartiene.

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