Ultimo aggiornamento
Giovedì 01 Marzo 2012 10:27
Giovedì 01 Marzo 2012 08:16
Scritto da Franco Gabotti
Chi ha solidarizzato con un contributo attivo e personale con i manifestanti NO TAV non ha potuto evitare l’esperienza di vedere all’opera, magari anche da lontano, le Forze dell’Ordine in scontata contrapposizione.
Assicuro che si tratta di un’amara scoperta che mostra limiti imprevedibili dell’organizzazione strategica e di comando, ma anche plateali errori da dilettanti allo sbaraglio.
Definisco la mia, infatti, un’amara esperienza per quanto sono stato deluso e sconcertato nel constatare quanto la fiducia nella Polizia di Stato fosse mal riposta: naturalmente si tratta della fiducia che tutti noi maturiamo nella suggestione dell’immagine, spesso stucchevolmente auto celebrativa e retorica, che nasce attorno agli organismi con funzione “protettiva” per il cittadino.
Va da sé che la critica non ha alcun valore autorevole, e che fa sicuramente salva l’azione della Polizia nella sua preziosa attività di routine (che spero costituisca la stragrande maggioranza dei propri oneri esecutivi).
Considero, direi quasi per definizione, che un corpo esecutivo di azione diretta come quello della Polizia in assetto antisommossa, sia paragonabile ad un corpo che si muove automaticamente senza dover pensare, perché esso ha il compito di muoversi evitando scrupolosamente qualsiasi pensiero di critica e autocritica personale: la squadra diventa un organismo di azione coordinata nel quale non sono concesse iniziative individuali.