Riceviamo e volentieri pubblichiamo, sperando che possa nascere un bel dibattito.
di Domenico Ferraro
A vent’anni di distanza la storia sembra ripetersi. Il 17 febbraio 1992 ci fu l’arresto a Milano del “mariuolo” Mario Chiesa e la parallela inchiesta sulle mazzette dell’autostrada Venezia-Padova che affossò l’allora potente ministro dei trasporti Carlo Bernini e a cascata, il segretario amministrativo della DC Saverio Citaristi e il ministro degli esteri Gianni De Michelis; aprirono la stagione di “Mani Pulite”, innescando il collasso finale della prima repubblica e l’avvento della seconda.
In questi giorni emergono le vicende di Luigi Lusi, sia per l’entità della somma - circa 13 milioni di euro o forse più - e sia per l’utilizzo dichiarato, poi l’arresto di Lino Brentan, ex assessore ai lavori pubblici della provincia di Venezia e consigliere di amministrazione di Veneto Strade e, ora, ad della Venezia-Padova, anch’egli del PD, di provenienza PCI, arresto passato un po’ in sordina, ma significativo: tali vicende segnano la bancarotta della seconda repubblica.Un periodo storico nato da una “rivoluzione italiana”, che cancella i vecchi partiti ideologici e ne crea di nuovi, ma privi di tradizione e d’identità.