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Comitato Versilia

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Inceneritore_falascaiaEcco cosa succede con Veolia in Versilia.

Dobbiamo prepararciu a qualche sorpresa anche a Vercelli?

IL COMMISSARIO con le super tasse e i mega tagli di bilancio? Noccioline. La vera batosta che minaccia Viareggio, e tutti gli altri comuni del Cav, è la diffida inviata da Veolia per riscuotere gli arretrati tariffari che la società ritiene di vantare dal 2006 a oggi: 20.533.241 euro che, pro quota, solo per Viareggio costituiscono la bella somma di 8.682.120 euro. Se i comuni versiliesi non ottempereranno entro il 15 maggio, Veolia considererà risolta la convenzione per la gestione degli impianti dei rifiuti (il contratto Daviddi) e passerà a richiedere il risarcimento degli investimenti fatti, 43.056.000 di euro più oneri accessori, in aggiunta a 25.143.000 di penali e costi legali e giudiziali.

Un altro esborso di 68 milioni e 199 mila euro che solo per Viareggio, il comune con la quota maggiore di Cav pari al 37,40%, rappresenterebbe un altro salasso di oltre 25,5 milioni di euro. Da aggiungere al debito pregresso e al recupero di sconti precedentemente riconosciuti da Tev-Veolia ai soci del Cav. Meglio non fare la somma completa di quanto Veolia sostiene di dover avere: sono cifre tali da mettere ko i comuni versiliesi per decenni, visto che la vendita dei suoli della Passeggiata ai tempi di Marcucci ha fruttato poco più di 20 milioni di euro: altro che la riduzione della Tia sperata dal sindaco Luca Lunardini.

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rete_VersiliaA sottoscrivere l’atto costitutivo, durante una riunione alla Misericordia di Capezzano, sono stati Co.As.Ver, Associazione per la tutela ambientale della Versilia, il comitato camaiorese “Salute e ambiente Pedona” e quello viareggino “Bicchio, Cotone e Varignano”, Assemblea 29 giugno, Medicina democratica Viareggio, Italia Nostra e Movimento 5 stelle Versilia.

Obiettivo della rete civica è unire le forze per affrontare in modo più compatto le problematiche ambientali del territorio versiliese, dall’inceneritore di Falascaia alla bonifica dell’ex discarica Le Carbonaie, a Viareggio.

La riunione è stata anche occasione per tirare le fila del doppio processo che vede al centro proprio la fornace di Pietrasanta. Altre 33 persone si sono costituite parte civile e si aggiungono alle cento già presentate nell’ultima udienza.

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Sei_a_giudizioIl pm di Lucca ha chiesto la citazione in giudizio per sei dirigenti e responsabili tecnici di Tev Spa

Chiuse le indagini per l'inquinamento da diossina e rame del rio Baccatoio che scorre proprio accanto all'inceneritore di Falascaia a Pietrasanta. Il pm di Lucca Lucia Rugani ha chiesto la citazione in giudizio per sei dirigenti e responsabili tecnici di Tev Spa per smaltimento di rifiuti speciali pericolosi (acque contaminate) nel corso d'acqua, senza autorizzazione.

T.E.V. S.p.A. Termo Energia Versilia è una società controllata da Veolia Servizi Ambientali Tecnitalia SpA per la gestione degli impianti facenti parte del sistema integrato di smaltimento rifiuti della Versilia: il termovalorizzatore di Falascaia (Pietrasanta) e l'impianto di selezione e compostaggio di Pioppogatto (Massarosa).
Secondo le indagini svolte, l'impianto di depurazione delle acque esistente e funzionante a Falascaia, non era conforme a quello progettato e collaudato nel 2002, anno in cui fu terminata la costruzione dell'inceneritore.

Le acque provenienti dai controlavaggi dei filtri a sabbia, dei filtri a carbone e di quelli a resine - cioè i filtri della combustione - si mescolavano con le acque dei trattamenti biologici; le acque contaminate da sostanze pericolose presenti sul piazzale dell'inceneritore, si riversavano facilmente nella vasca dell'acqua piovana che poi finiva nel Baccatoio. Inoltre il sistema di scarico delle acque calde industriali, quello autorizzato che doveva utilizzare il depuratore aziendale, poteva essere gestito manualmente dagli addetti, così da sottrarre i liquidi a qualsiasi trattamento e riversarli tal quali nel fiume.

L'entità dell'inquinamento viene calcolato in almeno 3700 tonnellate di liquidi contaminati qualificabili come "rifiuti liquidi acquosi prodotti dal trattamento dei fumi e di altri rifiuti liquidi".

Circondato da campi dove risiedevano e risiedono abitazioni, aziende agricole e di allevamento, il rio Baccatoio è risultato contaminato da diossina (fino alla foce distante 3 km a valle dell'inceneritore) e rame.
Gli indagati per i quali il pm chiede il rinvio a giudizio, richiesta che verrà discussa davanti al Gip del Tribunale di Lucca, sono:Thierry Pierre Marie Hubert, presidente del consiglio di amministrazione di Tev Spa dal 3/10/2007; Francesco Sbrana, amministratore delegato di Tev dal 2005 al 2008; Francesco Friz, amministratore delegato di Tev dal 2008; Stefano Ghetti, capo impianto Tev dell'inceneritore di Falascaia dal novembre 2005 al giugno 2008; Marco Albertosi, responsabile tecnico e di gestione a Falascaia dal 2009; Stefano Danieli, procuratore speciale di Tev dal 2009.

Ma ci sono anche altri reati che vengono ipotizzati per alcuni degli indagati sopracitati e uno è lo smaltimento di rifiuti pericolosi negli impianti di depurazione della società Gaia Spa, che non sapeva di stare trattando liquidi inquinati ma per la quale quelle acque erano reflui fognari. Con questa operazione Tev avrebbe conseguito un ingiusto profitto, ovvero un grosso risparmio rispetto a quanto avrebbe dovuto pagare per i rifiuti pericolosi. E ancora, l'inquinamento nel Baccatoio, avrebbe danneggiato la popolazione residente nelle vicinanze dell'inceneritore.

Le parti offese sono il Comune di Pietrasanta, l'Associazione per la tutela ambientale della Versilia e la società Gaia che gestisce l'erogazione e la depurazione dell'acqua in Versilia. Ora sono attese le osservazioni che gli indagati possono depositare e poi ci sarà l'udienza davanti al Giudice per le indagini preliminari.

LunardiniRiceviamo e pubblichiamo. Alla fine del post potete scaricare articoli relativi alla vicenda e la risposta di Daviddi.

Le dichiarazioni del Sindaco Lunardini sono preoccupanti perché dietro le roboanti dichiarazioni contro il “famigerato contratto Daviddi” imposto alla Versilia dalla sinistra si intravede il più assoluto vuoto progettuale. E non si intravede neppure il coraggio di intraprendere la strada legittimamente imboccata da ERSU e respingere le pretese economiche di VEOLIA opponendosi ai decreti ingiuntivi emessi dalla stessa.

Il vuoto d’idee è certificato dall’unica proposta che alla fine emerge dalle dichiarazioni del Lunardini: la discarica. Del resto crediamo che Lunardini avrebbe una qualche difficoltà a rappresentare la linea dell’amministrazione comunale all’interno del CAV alla luce dall’immobilismo/assenza di questi anni.

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Inceneritore_falascaiaPer fortuna ogni tanto arrivano “buone novelle” dagli altri Comitati NoInc.

Da Lucca, infatti, ci arriva la notizia che è stato notificato, ai Rappresentanti Legali e ad alcuni Dirigenti di Veolia, il provvedimento di chiusura delle indagini relativo alle emissioni in atmosfera dell’inceneritore di Falascaia. Questo atto precede di poco la richiesta di rinvio a giudizio che verrà discussa davanti al Gip del Tribunale di Lucca.

Le indagini riguardano l’ipotesi accusatoria nei confronti di sei persone per la vicenda di una presunta attività di smaltimento di rifiuti speciali pericolosi in mancanza della prescritta autorizzazione che provocavano, nell’attività di incenerimento dell’impianto TEV di Falascaia a Pietrasanta, «emissioni di liquidi atte ad offendere e comunque a molestare le persone abitanti nelle vicinanze dell’impianto e deterioravano le acque e l’alveo del rio Baccatoio provocandone la contaminazione da diossina fino alla foce situata a tre chilometri di distanza a valle dell’impianto Tev».

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