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Questo video contiene le immagini della prima operazione dei R.I.C., il Reparto Investigazioni Climatiche di Greenpeace, che ha iscritto Enel al registro degli indagati. Ieri mentre i R.I.C. consegnavano l’ “avviso di garanzia” presso la sede dell’azienda a Roma, più di 8 mila investigatori online lo mandavano via mail ai suoi dirigenti. Dobbiamo continuare a fare pressione. 

Enel sta uccidendo il clima con i suoi piani di investimento nel carbone ed è il principale ostacolo alla rivoluzione energetica di cui l’Italia ha bisogno. La centrale Enel di Brindisi, che produce danni ambientali e sanitari stimati fino a 700 milioni di euro l’anno (fonte AEA), è solo una delle otto centrali a carbone che il colosso dell’energia possiede in Italia. Non è tutto. Vuole realizzarne altre due.

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Canad_1La sentenza cha ha condannato lo svizzero Stephan Schmidheiny e il belga Luois de Cartier (proprietari in periodi diversi della società di produzione dell’amianto con 4 stabilimenti in Italia - Casale, Cavagnolo, Rubiera, Bagnoli) a 16 anni di carcere per disastro ambientale doloso permanente e omissione dolosa di misure di sicurezza è storica, questo è indiscutibile.

Ma a cosa servono sentenze simili se poi la realtà quotidiana non cambia?

Solo dal punto di vista morale le vittime dell’eternit hanno ottenuto giustizia. I risarcimenti economici, infatti, aiuteranno le famiglie (ne hanno bisogno), ma non ridaranno la vita strappata in modo atroce alle persone uccise.

LogoDefModLucid-thumb-450x448-10000Con piacere informiamo tutta la Rete Nazionale Rifiuti Zero, che un altro Comune ha ufficializzato la richiesta di rimborso per i Cip6 illecitamente prelevati dalle nostre bollette elettriche.

Quanto_ci_costa

Carissimi,

sono passate due settimane dalla tragedia della Costa Concordia e, dopo i morti, adesso rischiamo un disastro ambientale. Cosa fa il Governo? Prima promette misure di sicurezza per regolamentare il traffico e ora, invece, si parla di semplici "accordi volontari" con le compagnie.

DurbanRiceviamo e pubblichiamo:

[di Giuseppe De Marzo su iIl Manifesto del 13 dicembre 2011]

Un accordo farsa che fa carta straccia degli allarmi della scienza, della democrazia ed irride alle vittime del caos climatico. Impossibile definire diversamente quanto successo in Sudafrica, durante il vertice mondiale sul clima.

Dopo due settimane e 40 ore di extra time l’accordo di Durban in realtà non prevede assolutamente nulla di obbligatorio e vincolante per i grandi inquinatori, ma dice solamente che nel 2015 verrà definita un’intesa e che questa sarà valida nel 2020. Come un obeso che dopo 19 anni (gli anni passati dal primo summit ad oggi per trovare una soluzione vincolante sul clima) continua a rimandare al prossimo lunedì la dieta necessaria a salvargli la vita.

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