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Ritorno al Futuro

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ChessaIl post Chessa? Chi era costui è già stato pubblicato sul blog di Società Futura  il 21/05/2010.

L’esempio di Gianfranco Chessa calza a pennello quando si tratta di spiegare che cosa si intende per “gerontocrazia”. Dietro a parole tanto grandi, infatti, spesso si nascondono piccoli uomini, che si arroccano saldamente in nicchie di potere nei mille rivoli che lo Stato consente loro. Da questi posti – ovviamente – si possono trarre enormi benefici, anche e soprattutto per il proprio conto in banca.

Gianfranco Chessa, avvocato di Novi Ligure, amico devoto dell’onorevole vice-presidente Roberto Rosso, alla Provincia di Vercelli ha trovato una seconda giovinezza professionale e una cifra ben superiore al milione di euro per i suoi dieci anni di lavoro.

Nominato quasi subito Direttore Generale durante la prima Amministrazione Masoero, Chessa era fino all’altro giorno un funzionario fedele e potentissimo.

Forte di un contratto di consulenza che prevedeva un trattamento base di 139mila 720 euro lordi (La Stampa del 21 agosto ’09), Chessa, alla faccia dei suoi 70 anni ben portati, si occupava di tutto.

Al di là della nomina a Direttore Generale, lo zampino di Roberto Rosso lo ha fatto diventare il funzionario “responsabile ad interim” di due settori molto importanti come il Welfare e il Settore Cultura, Giovani, Sport, Confini Territoriali ed Edilizia scolastica.

Così o come Direttore Generale o come “responsabile ad interim” in Provincia non poteva accadere nulla di importante senza che transitasse dalla sua scrivania.

Ovviamente tutti questi impegni non gli hanno impedito di continuare a fare politica, nel PdL e dalle sue parti, si intende. Sbirciando su internet, apprendiamo che Gianfranco Chessa è il presidente del “Circolo della Libertà di Novi Ligure”, e – addirittura – se vogliamo contattarlo lo possiamo fare direttamente all’indirizzo mail della Provincia di Vercelli (???) oppure al suo numero di cellulare 348/7978595, che speriamo non sia intestato alla Provincia di Vercelli (vedi qui).

Ma la politica per Chessa non è solo parte del presente. Il 20 marzo del ’91 è diventato senatore subentrando a Carlo Donat-Cattin sotto le devote insegne della Democrazia Cristiana.

Il suo passaggio al Senato, però, non ha avuto seguito, ma è stato come una vincita al Win for Life: 3.108 euro al mese è la “pensione” che una legge (porcata) italiana permette di corrispondere a chi ha compiuto 5 anni in Senato.

Se ne avete il fegato, e con un bel Malox pronto all’uso, date un’occhiata a questo articolo del Corriere della Sera del luglio 2009.

...E il suo incarico vercellese? Nonostante si sia messa di mezzo qualche ingenuità di Masoero e qualche marachella di quel distratto di Saviolo, Chessa è rimasto inossidabile al suo ponte di comando.

Leonardo Cerenzia, appena nominato Commissario, ha ritenuto di mantenerlo al suo posto per un paio di mesi, ma certamente non avrebbe prolungato una scelta parsa inopportuna persino alla Lega Nord.

Ma l’avvocato-senatore è scaltro e di certo non è il tipo da farsi defenestrare. Prima che glielo dicessero altri ha preferito andarsene da solo, comunicando al Commissario che non sarebbe andato più in là di quel che gli era già stato richiesto di fare.

Semplicemente geniale l’idea della lettera di commiato ai dipendenti della Provincia e da lacrime agli occhi quel passaggio in cui quasi si scusa (quasi, eh…) per certe sue uscite che potrebbero essere parse come forme di “scortesia”. Scortesia??? Lui??? Ma no, dai… Già ce li immaginiamo i dipendenti della Provincia, con il fazzoletto in mano davanti alla porta chiusa dell’ex ufficio di Chessa a lacrimare copiosamente, mentre l’uno ricorda quel suo carattere amichevole e leale, quell’altro la sua proverbiale disponibilità, un altro e un altro ancora quel modo raffinato e gentile di chi ti impartisce ordini senza neppure degnarti di uno sguardo.

Ma non preoccupatevi. L’avvocato-senatore, che continuerà a riscuotere dal Senato i suoi 3mila euro al mese, non farà il pensionato.

Per esempio, è ancora il presidente di Apevv (http://www.apevv.it), l’agenzia provinciale per l’Energia costituita dal Comune di Vercelli, dalla Provincia (socia di maggioranza) e dalla Camera di Commercio.

Ragioni di coerenza con la situazione della Provincia (ma anche solo di opportunità e buon senso) suggerirebbero di sollevare l’infaticabile Chessa anche da questo incarico. Lui, distrattamente, non si è “sollevato”, ma......

Qualcuno ha qualcosa da dire?

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