Cosa significa “fare l’amministratore pubblico”? Per quelli come noi vuol dire spendersi per migliorare le condizioni della società agendo nell’interesse collettivo. Significa anche fare scelte politiche e di spesa privilegiando l’aspetto dei diritti ed evitando di sprecare denaro in realizzazioni inutili o per garantirsi consenso.
E’ chiaro, quindi, che realizzazioni come quelle dell’Acqua Park di Tricerro per noi rappresentano cattivi esempi di gestione amministrativa.
Da un lato la Giunta Bresso - centro sinistra - che distribuisce soldi a pioggia (tolti alla sanità, alla scuola ed alla difesa del territorio) su richiesta dei politici locali. Non esistendo un vero piano di spesa regionale per questo tipo di contributi, le scelte sembrano più orientate alla ricerca del consenso elettorale che all’interesse delle comunità.
Dall’altro lato il Consigliere Regionale Luca Pedrale – centro destra - esperto di panissa e di pulizia dei fiumi, con i suoi compagni di partito che chiedono soldi e spendono fiumi di parole sui giornali e sui manifesti per annunciare di aver ottenuto finanziamenti dalla Regione, come se la cosa risolvesse i problemi di un territorio ormai in ginocchio proprio grazie all’incapacità dell’intera sua classe politica.
Al centro i cittadini divisi tra coloro che applaudono al successo dei politici e tra coloro che si indignano. Ma entrambi gli “schieramenti” di cittadini subiranno la stessa fregatura: meno soldi per i diritti, ovvero tagli alla scuola, alla sanità, alla difesa del territorio, alla lotta all’inquinamento, ecc.
Questo era l’attacco del post pubblicato nel novembre del 2011 che, effettivamente, non ha avuto un gran successo di pubblico, ma noi siamo ostinati e procediamo con una seconda puntata.
A solleticarci è stata la lettera al giornale Vercelli Oggi di Enzo Borgogna, Sindaco di Tricerro, nella quale il “buon padre di famiglia” di 723 anime si scagliava contro l’ipotesi di soppressione dei piccoli comuni. Le motivazioni? Surreali:
1. tutti i politici del palazzo Romano, continuano a non capire che adottando questi nuovi criteri amministrativi conducono alla distruzione di quanto è di bello è stato fatto dai vari Amministratori locali in questi ultimi anni
2. il Vercellese era zeppo di paesi obsoleti e privi della pur minima attrattiva, ora grazie al grande lavoro svolto da tutti i Sindaci e rispettivi Amministratori, questi centri hanno goduto di una radicale riqualificazione.
3. la cessazione di queste figure (amministratori) all’interno dei Comuni, sarà la cessazione delle migliorie della pulizia e del mantenimento del centro abitato
4. quale interesse c’è a sopprimere questi piccoli paesi quando il costo dei componenti i Consigli Comunali è di qualche centinaia di euro all’anno mentre garantiscono un ottimo funzionamento del territorio?
5. piccoli paesi (…) polmoni della grande città
Il problema vero è che anche i piccoli paesi possono diventare centri di gestione del potere e trampolini di lancio per coloro che intendono la politica come una nuova professione con la quale si può andare in pensione a spese dei contribuenti.
Quando parliamo di centri di gestione del potere ci riferiamo agli incarichi di consulenza, agli appalti ed alla discutibile gestione del denaro pubblico.
Un esempio recente, che riguarda proprio il Comune di Tricerro, può essere uno stimolo in più a sopprimere con grande velocità questi piccoli feudi in mano a referenti locali dei partiti.
Vogliamo riprendere il tema della piscina di Tricerro?
Ecco cosa intende il signor Borgogna per impegno gratuito ed ininterrotto, anche se dispensato con il piglio di chi dovesse guadagnarsi lo stipendio, indirizzato alle migliorie della pulizia e del mantenimento del centro abitato…..
La vicenda è semplice.
Nel febbraio del 2008 il Consiglio comunale di Tricerro approva, con voto unanime dei presenti, il progetto preliminare di un parco acquatico da realizzare su un terreno di proprietà comunale. Il progetto è dello “Studio A. D.” di Santhià, socio del quale è l’architetto Spinelli, compagna di vita del Consigliere Regionale Luca Pedrale, chef di rango e cultore della panissa, ma soprattutto grande sponsor del progetto presso la Regione Piemonte.
Il costo previsto è di tre milioni di euro così ripartiti:
a. €. 700.000,00 con il contributo regionale ottenuto dal Settore Regionale Sport, previo accordo di programma;
b. €. 175.000,00 per contributo Provincia di Vercelli;
c. €. 25.000,00 tramite oneri di urbanizzazione
d. €. 2.100.000,00 (ma mi faccia il piacere – Totò op. cit.) attraverso partner privato ricercato con bando di gara.
Il Comune dichiarava, in delibera, che l’importo complessivo dei lavori era confermato in 3 milioni di euro, “di cui €. 2.870.000,00 per importo a base d’asta ed €. 130.000,00 a disposizione”.
Diverse curiosità contenute nella delibera. La prima che tutto l’impianto si basa su risorse inesistenti o, se preferiamo, non realmente disponibili.
Il contributo regionale, infatti, non era ancora stato deliberato in attesa dell’accordo di programma (che sarà approvato soltanto il 23 aprile 2009), mentre la Provincia dichiarò la propria disponibilità a concedere un contributo soltanto in data 10 giugno 2008, con una lettera dell’ormai ex Presidente Masoero indirizzata al Sindaco di Tricerro, nella quale, però, si affermava che la Provincia avrebbe concesso al massimo la somma di €. 175.000,00 da destinare ad opere atte a migliorare la viabilità e, quindi, non per la costruzione della piscina.
Come previsto da Totò (ma mi faccia il piacere) nessun folle si è presentato offrendosi come partner del Comune ed immolando sull’altare della riqualificazione del paese oltre due milioni di euro, al solo scopo di costruire una vasca da bagno a Tricerro. Ancora oggi il Sindaco Borgogna lancia disperati appelli a “Chi l’ha visto” per tentare di trovare il capitale privato in fuga, ma senza successo. Intanto è il capitale pubblico che va in fumo.
Infatti, preso atto che il progetto era irrealizzabile, invece di usare i soldi per cose più importanti e necessarie ai suoi 722 concittadini (lui escluso) gli indefessi amministratori, nell’ottobre del 2008, hanno approvato un nuovo progetto – vecchio architetto, forse nuova parcella – che riduce il faraonico progetto ed abbatte la somma a 935mila euro (escluse le parcelle dello studio A. D.???). Qualche Consigliere deve essersi reso conto che non si stava approvando un sogno, ma che si stava vivendo un incubo. Quattro consiglieri su 12 presenti, infatti, si astennero, dimostrando anche in questo caso che il coraggio non appartiene a tutti gli esseri umani.
Con la nuova delibera i costi per la vasca di Tricerro sarebbero stati così divisi:
a. €. 700.000,00 con il contributo regionale ottenuto dal Settore Regionale Sport, previo accordo di programma;
b. €. 175.000,00 per contributo Provincia di Vercelli;
c. €. 35.000,00 tramite oneri di urbanizzazione (diminuiscono le cubature ed aumentano gli oneri di urbanizzazione – curioso)
d. €. 25.000,00 con Trasferimenti per il Nucleare della Provincia (ci pare, perlomeno, assai illegittimo).
Si ribadiscono le curiosità: perché mettere in delibera come esistenti somme che non sono deliberate dalle Amministrazioni interessate? La Provincia non aveva deliberato i finanziamenti (probabilmente neppure oggi) e la Regione soltanto nel 2009 firmerà l’accordo di programma.
Peraltro a pagina 3 dell’accordo firmato con la Regione si legge una cosa interessantissima: “il finanziamento regionale riguarda solo le spese per la realizzazione dei lavori e gli oneri per la sicurezza, IVA inclusa, entro il limite di cui sopra impegnato a bilancio, mentre la restante quota parte delle spese per lavori e tutti gli altri oneri a carico del Comune di Tricerro, il quale ne assicura la copertura finanziaria con fondi propri per €. 35.000,00 e con contributo della Provincia di Vercelli per €. 200.000,00, nonché assicura la copertura finanziaria con fondi propri dell’importo promesso dalla Provincia qualora questo non venisse concesso”. Beh, chiunque abbia fatto un minimo di esperienza come pubblico amministratore non può che sobbalzare alla lettura del dispositivo, soprattutto dopo averlo incrociato con la lettura delle delibere di Consiglio e con la lettera, datata 30 giugno 2009, con la quale venivano comunicati altri importi di spesa e di disponibilità (diversi da quelli contenuti in delibera) al Consigliere Antonella Abate. Peraltro nella lettera appena citata il Responsabile del Servizio Finanziario del Comune dichiarava una cosa assai pesante: “poiché l’accertamento preventivato in conto residui pari a €. 175.000,00 quale contributo della Provincia verrà eliminato in conto consuntivo 2009, in quanto non ancora assegnato dalla Provincia stessa, (…)”….
Il finale della commedia? Che l’inutile vasca da bagno è stata pagata in gran parte dalla Regione e, per il resto, dai cittadini di Tricerro e che le procedure adottate dal Comune paiono essere, perlomeno, assai discutibili.
A trarne vantaggi immediati sono stati i progettisti, sicuramente capaci e di fiducia dell’Amministrazione, i costruttori che hanno realizzato l’impianto ed i politici, che hanno potuto fare la solita penosa passerella per ricevere applausi (questa volta pochi) e riconoscenza.
Il futuro cosa riserverà ai cittadini di Tricerro? Un appalto di gestione da osservare con curiosità ed un contenzioso, aperto da tempo, con le famiglie confinanti con la piscina. Indipendentemente da come finiranno entrambi, però, una cosa la sappiamo con certezza: i costi saranno sempre e comunque a carico loro. E’ una realtà dolorosa, infatti, che nel nostro Paese quelli che amministrano non paghino mai per i danni che fanno….
Noi, però, rispettando lo spirito del nostro osservatorio per l’etica e la legalità, entro breve invieremo un esposto alla Corte dei Conti di Torino ed alla Procura di Vercelli. Lo invieremo anche alla Regione Piemonte ed alla Provincia di Vercelli sperando che altri facciano le stesse riflessioni che abbiamo fatto noi vedendo i documenti.
Non girate canale, ma seguite le altre due puntate nei prossimi giorni.
P.S. - questa sera renderemo disponibili i documenti in formato Pdf. Tornate da noi a scaricarli.