Il pm di Lucca ha chiesto la citazione in giudizio per sei dirigenti e responsabili tecnici di Tev SpaChiuse le indagini per l'inquinamento da diossina e rame del rio Baccatoio che scorre proprio accanto all'inceneritore di Falascaia a Pietrasanta. Il pm di Lucca Lucia Rugani ha chiesto la citazione in giudizio per sei dirigenti e responsabili tecnici di Tev Spa per smaltimento di rifiuti speciali pericolosi (acque contaminate) nel corso d'acqua, senza autorizzazione.
T.E.V. S.p.A. Termo Energia Versilia è una società controllata da Veolia Servizi Ambientali Tecnitalia SpA per la gestione degli impianti facenti parte del sistema integrato di smaltimento rifiuti della Versilia: il termovalorizzatore di Falascaia (Pietrasanta) e l'impianto di selezione e compostaggio di Pioppogatto (Massarosa).
Secondo le indagini svolte, l'impianto di depurazione delle acque esistente e funzionante a Falascaia, non era conforme a quello progettato e collaudato nel 2002, anno in cui fu terminata la costruzione dell'inceneritore.
Le acque provenienti dai controlavaggi dei filtri a sabbia, dei filtri a carbone e di quelli a resine - cioè i filtri della combustione - si mescolavano con le acque dei trattamenti biologici; le acque contaminate da sostanze pericolose presenti sul piazzale dell'inceneritore, si riversavano facilmente nella vasca dell'acqua piovana che poi finiva nel Baccatoio. Inoltre il sistema di scarico delle acque calde industriali, quello autorizzato che doveva utilizzare il depuratore aziendale, poteva essere gestito manualmente dagli addetti, così da sottrarre i liquidi a qualsiasi trattamento e riversarli tal quali nel fiume.
L'entità dell'inquinamento viene calcolato in almeno 3700 tonnellate di liquidi contaminati qualificabili come "rifiuti liquidi acquosi prodotti dal trattamento dei fumi e di altri rifiuti liquidi".
Circondato da campi dove risiedevano e risiedono abitazioni, aziende agricole e di allevamento, il rio Baccatoio è risultato contaminato da diossina (fino alla foce distante 3 km a valle dell'inceneritore) e rame.
Gli indagati per i quali il pm chiede il rinvio a giudizio, richiesta che verrà discussa davanti al Gip del Tribunale di Lucca, sono:Thierry Pierre Marie Hubert, presidente del consiglio di amministrazione di Tev Spa dal 3/10/2007; Francesco Sbrana, amministratore delegato di Tev dal 2005 al 2008; Francesco Friz, amministratore delegato di Tev dal 2008; Stefano Ghetti, capo impianto Tev dell'inceneritore di Falascaia dal novembre 2005 al giugno 2008; Marco Albertosi, responsabile tecnico e di gestione a Falascaia dal 2009; Stefano Danieli, procuratore speciale di Tev dal 2009.
Ma ci sono anche altri reati che vengono ipotizzati per alcuni degli indagati sopracitati e uno è lo smaltimento di rifiuti pericolosi negli impianti di depurazione della società Gaia Spa, che non sapeva di stare trattando liquidi inquinati ma per la quale quelle acque erano reflui fognari. Con questa operazione Tev avrebbe conseguito un ingiusto profitto, ovvero un grosso risparmio rispetto a quanto avrebbe dovuto pagare per i rifiuti pericolosi. E ancora, l'inquinamento nel Baccatoio, avrebbe danneggiato la popolazione residente nelle vicinanze dell'inceneritore.
Le parti offese sono il Comune di Pietrasanta, l'Associazione per la tutela ambientale della Versilia e la società Gaia che gestisce l'erogazione e la depurazione dell'acqua in Versilia. Ora sono attese le osservazioni che gli indagati possono depositare e poi ci sarà l'udienza davanti al Giudice per le indagini preliminari.