Riceviamo e pubblichiamo. Alla fine del post potete scaricare articoli relativi alla vicenda e la risposta di Daviddi.
Le dichiarazioni del Sindaco Lunardini sono preoccupanti perché dietro le roboanti dichiarazioni contro il “famigerato contratto Daviddi” imposto alla Versilia dalla sinistra si intravede il più assoluto vuoto progettuale. E non si intravede neppure il coraggio di intraprendere la strada legittimamente imboccata da ERSU e respingere le pretese economiche di VEOLIA opponendosi ai decreti ingiuntivi emessi dalla stessa.
Il vuoto d’idee è certificato dall’unica proposta che alla fine emerge dalle dichiarazioni del Lunardini: la discarica. Del resto crediamo che Lunardini avrebbe una qualche difficoltà a rappresentare la linea dell’amministrazione comunale all’interno del CAV alla luce dall’immobilismo/assenza di questi anni.
Le dichiarazioni del Sindaco sono preoccupanti perché fondate su una scarsa conoscenza sia del contratto Daviddi che della storia pregressa. E questo, pur movendo sulla strada di una doverosa contestazione della tariffa, può portare a errori di valutazione e a dimenticare tasselli fondamentali che hanno costruito la pessima odierna situazione.
Come definire “contratto capestro” il Daviddi, contratto di cui nessuno vuol essere difensore d’ufficio, e dimenticare gli atti unilaterali con cui gli ex sindaci di Massarosa e Pietrasanta hanno gestito, fino alla costituzione del CAV, le questioni inerenti ai due impianti di Falascaia e Pioppogatto sottoscrivendo atti di sottomissione che hanno provocato aggravi spaventosi della tariffa? Incrementi tariffari ingenti che si trascinano da anni (dal 2002) e che niente hanno a che fare con il contratto Daviddi. Ed è difficile riconoscere nel contratto Daviddi il responsabile dell’aumento tariffario del 2008 (+16 %) in piena crisi Falascaia.
Pur comprendendo la necessità tattica di spostare la polemica sugli aspetti contrattuali piuttosto che sulle cause strutturali alla base del presente fallimento, ci saremmo aspettati alcune valutazioni stringenti anche sull’operato del gestore. Qualora non glielo avessero riferito, a dispetto di quanto previsto dallo stesso contratto Daviddi, gli utili del gestore sono stati incrementati da una serie d’indebite pretese quali, ad esempio, il mancato pieno riconoscimento in tariffa del CIP6, il preteso riconoscimento annuale della voce “costi diretti, indiretti e imposte” pari a quattro miliardi e 620 milioni delle vecchie lire e il metodo di calcolo della rivalutazione annua della tariffa. Questo è stato denunziato da più parti ma non ci pare che il sindaco di Viareggio abbia manifestato la chiara volontà politica di avventurarsi su questa strada. A questo fine potrebbe giovare un’attenta lettura della relazione del CTU del tribunale di Lucca sezione di Viareggio emessa in relazione al contenzioso ERSU-VEOLIA e delle carte prodotte a suo tempo dal CAV.
Rappresenta inoltre una grave mancanza il silenzio sul tema del recupero funzionale dell’impianto di Pioppogatto e sull’idea di trasformarlo in centro di raccolta, selezione e recupero finalizzato al conseguimento dell’obbiettivo rifiuti zero. E in cui conferire come, già previsto dal Daviddi e poi cancellato da un intervento unilaterale e privo di valore giuridico dalla commissione Moracci, la raccolta differenziata per la sua ulteriore raffinazione e vendita con ricavi riportati a diminuzione della tariffa.
In quest’ottica di potenziamento di Pioppogatto, ci saremmo aspettati un intervento di sostegno anche alle maestranze che il gestore VEOLIA sta mettendo sotto pressione occupazionale. Niente di questo, come niente sul recupero dei soldi investiti nell’impianto fallimentare di Falascaia. L’unica cosa prospettata concretamente è la miseria ambientale e culturale della discarica.
Associazione per la Tutela Ambientale della Versilia
Co.As.Ver.