Dopo alcuni tentativi di scarsa efficacia che nella recente storia vercellese hanno rappresentato l’opposizione all’inceneritore cittadino, è decollata l’ultima iniziativa che sembra godere finalmente di una felice prospettiva e che sembra poter contare sulla collaborazione di diverse anime in grado di assicurare una continuità di azione ed un costante rinnovo energetico.
Appare ormai chiaro che i materiali informativi raccolti in merito alla pericolosità dell’impianto di via Asigliano non lasciano dubbi sull’urgenza di spegnerne la ciminiera dispensatrice di patologie mortali nella nostra atmosfera.
E’ altrettanto evidente che alla pericolosità oggettiva della scelta tecnologica con la quale si intende bruciare i rifiuti urbani e quelli delle attività umane, si somma, nel caso vercellese, la pericolosità di una gestione già smascherata, in ormai innumerevoli occasioni, nella sua criminale copertura di inadempienze, incapacità tecniche e malafede vergognosamente speculativa per scopi evidentemente lucrosi, ovvero legati a malcelati favoritismi.
Ora si tratta di progettare un’azione capace di raccogliere il consenso che ormai sembra lievitare tra gli abitanti del bacino vercellese, ma un appello va fatto a tutte le associazioni dormienti del territorio sociale.
Fatto salvo che la questione dell’inceneritore è strettamente legata a quella della salute pubblica, almeno per chi ne è convinto, e dato per scontato che la salute pubblica è un argomento apolitico e forse il più trasversale tra quelli che si possono immaginare (si parla di aria che respiriamo e quindi elemento non selezionabile da alcun tipo di status), viene naturale pensare che l’opposizione all’inceneritore non ha nulla a che fare con la “neutralità politica” ovvero con la posizione “politicamente corretta” che esplicitamente o meno viene citata negli statuti di associazioni culturali, sportive e di categoria di vario genere.
Nella città di Vercelli e nel suo interland sono davvero molti i gruppi organizzati che potrebbero aprire una discussione al loro interno per poi eventualmente aggregarsi al comitato NO INC nato con lo scopo di far conoscere alla pubblica amministrazione il pensiero dei vercellesi.
Personalmente trovo ingiustificata la malata cautela con la quale si fa prevalere il distacco intellettuale da certe questioni ritenute (forse) troppo pragmatiche, per evitare di coinvolgere e di esporre con una semplicissima espressione, una posizione in difesa del benessere e della salute pubblica.
Tra le associazioni del lungo elenco depositato presso il Comune di Vercelli, alcune nascono proprio con la missione della difesa della salute, altre aggregano operatori del campo sanitario, ma poi ci sono quelle meno istituzionalizzate che coinvolgono artisti ed intellettuali a vario titolo, lavoratori, studenti e sportivi.
Il comitato NOINC si rivolge quindi anche all’associazionismo per invitare i gruppi a smarcarsi dai colori di appartenenza e a rinunciare, per una volta, ad associare i vessilli ideologici della Giunta Amministrativa vercellese con la questione dell’inceneritore di Vercelli.