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Canad_1La sentenza cha ha condannato lo svizzero Stephan Schmidheiny e il belga Luois de Cartier (proprietari in periodi diversi della società di produzione dell’amianto con 4 stabilimenti in Italia - Casale, Cavagnolo, Rubiera, Bagnoli) a 16 anni di carcere per disastro ambientale doloso permanente e omissione dolosa di misure di sicurezza è storica, questo è indiscutibile.

Ma a cosa servono sentenze simili se poi la realtà quotidiana non cambia?

Solo dal punto di vista morale le vittime dell’eternit hanno ottenuto giustizia. I risarcimenti economici, infatti, aiuteranno le famiglie (ne hanno bisogno), ma non ridaranno la vita strappata in modo atroce alle persone uccise.

 

Per rispetto alla loro memoria ed al loro sacrificio, se pur inconsapevole, almeno la pubblica amministrazione dovrebbe porre rimedio alle situazioni di pericolo che ancora oggi l’eternit “regala” grande con generosità.

Dove vogliamo andare, infatti, se dopo tutti questi anni, tutti questi morti e tutta la sofferenza che ancora oggi molte persone vivono, nelle strutture pubbliche il pericolo amianto è vivo e minaccia persino i bambini?

In molti edifici pubblici ci sono tetti (e probabilmente anche coibentazioni) in amianto. Il Comune e la Provincia devono intervenire indirizzando risorse per il risanamento e sostituendo, dove possibile, pannelli solari all’eternit. Questa sarebbe una vera occasione di lavoro per Atena e per i Vercellesi, altro che il cemento di quattro centri logistici.

Il pericolo è grande e allora invitiamo i cittadini a  combatterlo, segnalandoci (inviando anche le foto) le strutture comunali (di tutti i Comuni della Provincia), le strutture della Provincia e di tutti gli edifici pubblici in cui sia presente il pericolo amianto.

Noi iniziamo da due centri sportivi dove il problema ci pare assai grave. Sotto enormi tetti in eternit giocano bambini ed anziani e, spesso, si tengono manifestazioni sportive.

Forse sarebbe meglio smetterla di regalare soldi a pioggia in contributi, non sempre di pubblico interesse e in opere delle quali non si percepisce il bisogno, per spendere qualche migliaio di euro per la bonifica di queste aree.

Tutti noi ce ne faremmo una ragione caro Sindaco, non si preoccupi, anche se dovessimo rinunciare alle mirabilie del Guggenheim e dei musicanti nelle strade.

Il buon padre di famiglia, infatti, userebbe i pochi soldi a disposizione per le cose importanti e per proteggere i suoi figli. Così, magari, crescendo potranno anche recarsi in salute in giro per il mondo a vedersi qualche quadro futurista.

I centri sportivi sono quelli del rione Canadà ed il Bocciodromo di via Monte Bianco.

A voi le considerazioni.

Le foto le trovate sulla nostra pagina facebook.

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